INTO THE WILD

Il Lago della Vacca all mountain

Avvertenze

Attenzione: itinerario di estrema difficoltà, al limite della fattibilità. Riservato a bikers dotati di ottime capacità trialistiche e disponibili ad effettuare tratti a piedi o con bici a spalle molto lunghi.

Nel ventaglio degli itinerari della piana del Gaver, non poteva mancare quello di difficoltà estrema, riservato solo a coloro che non temono fatica e difficoltà. Permette di raggiungere il Lago della vacca partendo dal passo di Croce Domini, mediante un sentiero ormai abbandonato e che costringe a lunghi tratti a piedi. La discesa, invece, avviene su un sentiero numero 17, percorribile solo per alcuni tratti in sella, a causa delle elevate difficoltà. Assolutamente raccomandate protezioni, itinerario da non fare in solitaria oppure con fondo bagnato!

La partenza avviene dal rifugio Campras, dove si prende la strada asfaltata in direzione del passo di Croce Domini. In alternativa, si prende la seggiovia del Monte Misa e subito inizia una entusiasmante discesa seguendo la pista facile di downhill denominata “Andromeda”. Vi è un solo bivio, incontrando una strada militare, e si gira stretto a destra percorrendola in discesa sino in località Goletto di Gavero , incrociando la strada asfaltata che sale da Bagolino.

Cento metri prima del passo di Crocedomini, si prende la sterrata sulla destra con indicazioni “Comune di Breno, divieto di transito, strada Agro Silvo Pastorale”. La strada sterrata inizia in decisa pendenza, per poi concedere un po’ di fiato in prossimità della maga Bazenina. Poco dopo la malga, purtroppo, la traccia diventa sempre più invisibile, sin che si deve seguire delle tracce, in costa, lasciate dal bestiame al pascolo. I tratti pedalabili diventano sempre più brevi, mentre aumentano quelli a spinta.

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Il passo, in fondo alla valle sulla sinistra, è un riferimento certo, e lo si raggiunge su tratto terminale piuttosto ripido, impossibile da pedalare. La fatica viene però ripagata dall’ambiente che si attraversa. Il panorama è meraviglioso, ed il prato, con belle fioriture e incontaminato, è popolato da marmotte, che si possono avvistare da vicino.

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Molto bello anche il laghetto, sul fondo della vallata, circondato da steccato in legno. Si raggiunge un primo passo, a metri 2136, dove si nota una biforcazione, una traccia scende a sinistra in direzione Bazena, e l’altra prosegue in costa a destra. Proseguiamo su quest’ultima, rigorosamente a spinta, trattandosi di traccia assai incerta e assolutamente non pedalabile, se non per minimi tratti. Si arriva quindi, dopo ulteriori 15 minuti di questa fatica, ad una nuova selletta, dove si incontra il sentiero principale, segna via CAI, in direzione del Lago della Vacca. Scendendo pochi metri, prendiamo questo, in salita, girando a destra. Ma non facciamoci illusioni eccessive: anche questo sentiero è molto tecnico, seppure la pendenza è più abbordabile. La presenza di molte pietre sul fondo obbliga a passaggi trialistici che solo i migliori bikers potranno fare in sella.

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Si valica il passo delle Terre Fredde, dove aumentano i tratti pedalabili, ma sempre con cautela, a causa del fondo che richiede attenzione. Si raggiunge così il Passo della Vacca, metri 2359, e si prosegue sul sentiero numero 1 in direzione rifugio Tita Secchi e Lago della Vacca. Purtroppo, il tratto da qui fino al rifugio è pedalabile solo in piccola parte. La bellezza dei panorami ripagano della fatica.

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Arrivati all’altezza della diga, non transitabile, si scende sulla destra fino a incrociare il bivio sentiero 19 e il sentiero 17, si segue il sentiero numero 17 iniziando così l’impegnativa discesa.

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Il sentiero prosegue sul lastricato assai difficile ma di grande soddisfazione, attenzione perché in certi punti il segna via diventa bianco e giallo, con indicazione sentiero Antonioli. Scendendo, le difficoltà aumentano ancora, sino a raggiungere un passaggio attrezzato con passerella e catene! Passaggio che, peraltro, si attraversa senza problemi, ovviamente non in sella, e la protezione è stata evidentemente studiata solo in caso di terreno viscido o ghiacciato. Il sentiero difficile termina all’altezza di un rudere di Malga, a quota 1950, dove l’impervio sentiero si trasforma in una sterrata strada forestale.

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A questo punto, le fatiche sono terminate, si scende per questa divertente ed agevole strada bianca, che ci porta fino alla piana del Gaver. Lì giunti, prendendo a destra, si segue la strada di fondovalle che, con agevoli pedalate e senza nessuna fatica, in leggera discesa ci riporta al punto di partenza. La traccia GPS, invece, prende a sinistra, per una brevissima deviazione alla graziosa area di picnic ed alla chiesetta degli alpini.

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Scheda tecnica del tour
Distanza complessiva Km 27
Dislivello totale Mt. 1.400
Grado di difficoltà Estremo
Condizione fisica richiesta Ottima
Ciclabilità 50%
Note Itinerario sconsigliato in solitaria o con terreno umido

Cartografia e altimetria

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Video

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Parte culturale – storica – naturalistica

Riservata al Prof. Melzani