INTO THE WILD

Il Lago della Vacca e la Val Sanguinera

L’affascinante spettacolo del Blumone che si specchia nelle acque cristalline vale la fatica di questo impegnativo tour

Avvertenze: la salita non è interamente ciclabile, per l’eccessiva pendenza di alcuni tratti in salita.

Descrizione del percorso

Si prende la seggiovia del Monte Misa e subito inizia una entusiasmante discesa seguendo la pista facile di downhill denominata Andromeda. Vi è un solo bivio, incontrando una strada militare, e si gira stretto a destra percorrendola in discesa sino in località Goletto di Gavero , incrociando la strada asfaltata che sale da Bagolino.

Non volendo o non potendo fruire degli impianti, si può risalire la medesima strada asfaltata sino al Goletto. Si prosegue poi in direzione passo di Crocedomini, ma, non appena la strada inizia a scendere in località Banca di Cadino (Malghe con vendita formaggio e burro) si prende la sterrata sulla destra con indicazioni Lago della Vacca.

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La salita diventa via più impegnativa. Si arriva ad un punto in cui il sentiero permette una deviazione a sinistra, per salire lungo un tratto recentemente pavimentato con lastre di granito. Il fondo dunque è molto bello, ma la pendenza severa lo rende solo teoricamente precorribile in sella.

Si giunge quindi al Passo delle Vacca, così denominato per il caratteristico masso che ricorda la silohuette del ruminante più diffuso in zona

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Con breve, e consigliata, deviazione si può raggiungere il lago della Vacca e l’accogliente Rifugio Tita Secchi.

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Il lago della Vacca è di origine glaciale ed è stato trasformato in bacino di raccolta, nei primi anni del novecento; è ora un bacino lacustre artificiale situato a 2358 m s.l.m. nell’alta valle del Caffaro, in provincia di Brescia, ai piedi della parete ovest del Cornone di Blumone. Di dimensioni ristrette (25,6 ha), si colloca in una conca all’estremità meridionale del massiccio montuoso dell’ Adamello, circondata da vette che superano i 2500 metri di quota. Il lago non ha veri e propri immissari: trae alimentazione dalle precipitazioni estive che cadono nel modesto bacino imbrifero (156 ha) e dallo scioglimento progressivo della coltre nevosa che copre nel periodo invernale i pendii delle montagne circostanti, nel periodo tra aprile e giugno.

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Dal Passo della Vacca si seguono le indicazioni per Bazena, Passo delle Terre Fredde (segnavia CAI) ed inizia una appassionante discesa su sentiero d’alta quota. Si raccomanda il massimo rispetto nei confronti degli escursionisti che a fatica arrancano in salita mentre noi ci godiamo il meritato divertimento in discesa.

Al termine della discesa si giunge in località Bazena (possibilità di ristoro) dove si prende la strada asfaltata in salita che in breve ci porta al passo di Crocedomini.

Appena a destra del rifugio, nel piazzale, si diparte il nostro sentiero, all’inizio poco evidente, in direzione Valle Dorizzo – Val Sanguinera. La discesa avviene dapprima in traccia su prati, per poi diventare a tratti tecnica per la presenza di pietre smosse, gradini, radici e tutto quanto serve per divertirsi.

Dopo grande divertita si arriva in prossimità della malga Rondenino basso, attenzione alle ortiche….. Subito dopo la malga, si segue in discesa il sentiero numero 424 in direzione Valle Dorizzo. Il divertimento continua con un altro single trak nel bosco, il sentiero è da seguire proseguendo dritti ad un bivio che indica, sulla destra, la deviazione per Laghetti di Mignolo, numero 415. Si sfocia quindi nella strada forestale, sterrata e in alcuni tratti purtroppo cementata, che ci riporta alla frazione Val Dorizzo. A questo punto, non resta che prendere la strada asfaltata che, con pendenza costante, ci riporta al punto di partenza.

Scheda tecnica del tour
Distanza complessiva 30 km
Dislivello totale 1.300 mt.
Grado di difficoltà Medio, con alcuni tratti difficili in Val Sanguinera
Condizione fisica richiesta Ottima
Ciclabilità 80%
Note La salita al Lago della Vacca costringe a tratti anche lunghi a spinta (salvo biker potentissimi)

Cartografia e altimetria

Traccia GPS

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Video

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Parte culturale – storica – naturalistica

Riservata al Prof. Melzani