INTO THE WILD

SABATO 27 E DOMENICA 28 SETTEMBRE: LA GRANDE BALCONATA DEL CERVINO

Un grande tour alpino, tracciati di montagna e varianti freeride sotto l’occhio vigile di Sua Maestà il Cervino!

Di seguito i dettagli

Intanto vi ingolosisco con le fotografie dell’edizione precedente (fare click  qui) 

e la mappa del percorso

Download file: cervino freeride.gpx

(è possibile scaricare la traccia in formato gpx facendo click con il tasto destro del mouse su “scarica”)

PARTENZA SABATO ORE 6.30 PUNTUALI CON MEZZI PROPRI

ritrovo a Antey Saint André alle 9.00.

PER IL PERNOTTAMENTO DI SABATO OGNUNO SI DEVE ARRANGIARE meglio prenotare si sa mai…

RELAZIONE (da MTB Forum. liberamente adattata)

SI arriva in auto poco prima di  Cervinia proveniendo da  Chatillon  all’ultimo primo tornante a dx che si incontra (quota 1.900 mt)); da qui imbocchiamo la strada a sx in evidente salita, inizialmente asfaltata, in direzione Alpe Manda che ci consente di collegarci a quota 2.300 con il sentiero 107 della Grande Balconata. Si impone subito l’uso del rampichino soprattutto in funzione di una corretta gestione delle energie. In cima dopo un violento strappo al 20%, tenendo la dx, proseguiamo fino a quando incrociamo il sentiero 107; da qui ci spostiamo di qualche metro per raggiungere un belvedere da cui possiamo ammirare l’intera valle. Proseguendo in discesa sul 107 raggiungiamo un po’ in single track e un po’ su mulattiera la stazione di arrivo dell’ovovia di Valtournenche (2.250 mt).

Sempre seguendo il 107 in direzione Cheneil imbocchiamo una mulattiera molto ripida; tenendo un alpeggio a sx, proseguendo sul sentiero, ci rendiamo conto che per un po’ di tempo dovremo portarci a spasso la bici soprattutto perché bisogna attraversare diverse pietraie. Fortunatamente non ci sono grandi dislivelli da superare e con un po’ di pazienza superiamo l’ostacolo; le difficoltà incontrate ci vengono abbondantemente ripagate quando ad un certo punto il sentiero impedalabile si trasforma in un divertentissimo “toboga” che ci porta alla chiesetta di Cheneil posta su una sommità a nord del villaggio, famoso con Chamois per non poter essere raggiunto dal traffico veicolare.

Superata la splendida conca di Cheneil (alt.2105) proseguiamo riprendendo quota, sempre sul 107, in direzione Chamois. In questo tratto ogni tanto bisogna “spingere” ma e’ decisamente più scorrevole rispetto al precedente; segnaliamo appena prima del colletto di Cheneil (alt. 2277) una postazione panoramica stupenda su Valtournenche non consigliata a chi soffre di vertigini.

Superato il colletto ci aspetta una discesa mozzafiato su strada sterrata che ci porta al Lago di Lod , bellissimo bacino naturale contornato da una pineta, situato a 200 mt. sopra il paese di Chamois, che con la sua altitudine di 1815 mt. è il comune più alto della Valle d’Aosta. Raggiungiamo velocemente sempre su sterrato a esse questa località molto graziosa costituita da un insieme di casette in legno e pietra. La particolarità di Chamois è che può essere raggiunta da fondovalle solo con una funivia da Buisson; inoltre è collegata al paese di La Magdeleine con una strada sterrata chiusa al traffico . Ed è questa la via che percorriamo, anche se ci sarebbero due interessanti varianti, la prima per l’alpe Pilaz, la seconda per i laghetti di Champlong, che però per non appesantire il giro decidiamo di evitare.

Ci fermiamo a pranzare in questa splendida località.

Per digerire seguono circa 4 km molto rilassanti, anche se occorre stare attenti ai turisti che percorrono a piedi questa stradina da La Magdleine soggiogati dalle magnifiche viste panoramiche sull’ intera valle oltre che sull’immancabile Cervino. Alle porte di La Magdleine il giro ufficiale prevederebbe una strada asfaltata che in discesa  porta al paese (alt. 1.650) e proseguendo oltre per quasi 8 km raggiungiamo il paese di Antey (alt. 1.000) posto sulla strada che collega Chatillon con Cervinia.

Ma secondo voi scenderemo su asfalto?

GIAMMAI, naturalmente abbiamo trovato le opportune varianti.

Purtroppo l’asfalto non si può evitare nella salita di 11 Km con 850 mt. di dislivello che dobbiamo percorrere per raggiungere la località di Chantornè (alt. 1850), ultimo villaggio a nord di Torgnon.

Cena e pernottamento a Torgnon.

Il giorno successivo, si riprende la salita ma coraggio perchè l’asfalto dura poco, e si prosegue su strada interpoderale che ci consentirà di risalire la sponda sinistra della valle fino al Lago di Cignana. SI tratta di una  strada bianca lunga circa 16 Km che, senza possibilità di errore, ci permetterà di godere in tutta rilassatezza panorami favolosi. Il primo tratto è quasi pianeggiante, anche se  dopo una serie di brevi saliscendi inizia una salita di circa 3 km,  ma nulla di particolarmente faticoso.

La bellezza della natura incontaminata che ci circonda è veramente suggestiva; le vere regine di questo territorio sono le marmotte che incontriamo e, soprattutto, sentiamo molto frequentemente . Finalmente la strada ricomincia a scendere, ma, dopo l’emozionante attraversamento di una frana con un fronte lungo 200 mt circa, riprendiamo a salire; arrivati al laghetto dell’alpe Cortinaz, scorgiamo finalmente in lontananza il Rifugio Barmasse (alt. 2169).

L’atmosfera del lago è ammaliante e, dopo aver percorso la strada sulla diga , prendiamo la mulattiera che, prima in falsopiano, poi in salita, ci consente di risalire il lago fino a quando, tenendo la destra, arriviamo ad un alpeggio. Qui termina la strada e imbocchiamo il sentiero molto ripido e non pedalabile che ci porta alla finestra di Cignana (alt. 2445), spartiacque tra la conca del lago e la Valtournenche. Anche qui e’ d’obbligo una sosta che ci permette di ammirare da una parte la vista dall’ alto del lago e dall’altra il panorama sulla valle con sullo sfondo il Cervino. Continuiamo in discesa molto ripida sul sentiero 107 per circa 300 mt. fino alla deviazione a dx, poco evidente, che ci permette di collegarci con la dismessa cava di quarzite posta sotto il monte Pancherot.
L’attraversamento della cava e’ suggestivo ed emozionante ma richiede attenzione in quanto il sentiero è abbastanza esposto ed inoltre la sensazione che possa cadere qualche pietra dall’ alto ci fa salire un po’ l’adrenalina; raggiungiamo comunque senza problemi la ripidissima mulattiera che in breve tempo ci fa perdere quota consentendoci di collegarci alla vecchia stradina sterrata di servizio dell’ Enel che collega la centrale di Pramoron a quella di Perreres